Per accedere al bonus ISCRO è necessario soddisfare una serie di condizioni relative alla posizione previdenziale, al reddito e alla durata dell’attività professionale. La misura è rivolta ai lavoratori autonomi che esercitano abitualmente un’attività professionale con partita IVA e sono iscritti alla Gestione Separata INPS.
In particolare, per presentare la domanda nel 2026 occorre aver prodotto nel 2025 un reddito da lavoro autonomo inferiore al 70% della media dei redditi da lavoro autonomo dichiarati nel 2023 e nel 2024. Inoltre, il reddito dichiarato nel 2025 non deve superare 12.749,18 euro, soglia prevista per il 2026 e rivalutata annualmente sulla base dell’indice ISTAT.
Tra gli altri requisiti richiesti rientrano la titolarità di una partita IVA attiva da almeno tre anni per l’attività che dà diritto all’iscrizione alla Gestione Separata, la regolarità dei versamenti contributivi e l’assenza di un trattamento pensionistico diretto. Il richiedente, inoltre, non deve essere assicurato presso altre forme previdenziali obbligatorie e non deve essere beneficiario dell’Assegno di inclusione durante il periodo di fruizione dell’indennità.
È importante sottolineare che i requisiti devono essere verificati nel loro complesso: il solo calo del reddito, infatti, non garantisce automaticamente il diritto al contributo. Anche chi ha già beneficiato dell’ISCRO negli anni precedenti deve prestare attenzione alle regole sulla ripresentazione della domanda.
Per il 2026, non possono richiedere l’indennità coloro che ne hanno già beneficiato nel 2024 o nel 2025. È invece possibile presentare domanda se non si è mai usufruito della prestazione in queste due annualità oppure se le precedenti richieste sono state respinte o la prestazione è stata revocata dall’origine.
L’importo dell’ISCRO viene calcolato sulla base dei redditi da lavoro autonomo dichiarati nei due anni precedenti all’anno che precede la domanda. La prestazione corrisponde al 25% della media semestrale di tali redditi, entro i limiti minimi e massimi stabiliti dalla normativa.
Per il 2026, l’indennità è compresa tra 255,53 euro e 817,69 euro lordi mensili ed è riconosciuta per sei mesi consecutivi. L’importo effettivo dipende quindi dalla situazione reddituale del richiedente e non è uguale per tutti. L’erogazione decorre dal giorno successivo alla presentazione della domanda.
Occorre considerare anche due aspetti importanti: l’ISCRO concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini fiscali e non prevede l’accredito di contributi figurativi per i periodi di fruizione. Inoltre, la chiusura della partita IVA durante il periodo di erogazione può determinare la decadenza dal beneficio.
Per ottenere il sostegno è necessario presentare la domanda all’INPS entro il 31 ottobre 2026. La procedura è disponibile sul portale istituzionale dell’Istituto, accedendo al servizio «Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche» e selezionando la voce dedicata all’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa.
L’accesso avviene mediante le credenziali di identità digitale ammesse dal portale, come SPID, Carta d’identità elettronica (CIE) o Carta nazionale dei servizi (CNS). In alternativa, è possibile rivolgersi al Contact Center INPS, chiamando il numero 803 164 da rete fissa, gratuitamente, oppure il numero 06 164 164 da rete mobile, con costi variabili in base al proprio piano tariffario.
Durante la compilazione della richiesta, il lavoratore deve fornire le informazioni necessarie per verificare il possesso dei requisiti e autocertificare i redditi relativi agli anni interessati, qualora non siano già disponibili negli archivi dell’Istituto. È quindi opportuno controllare preventivamente la correttezza dei dati reddituali e della propria posizione contributiva.
Un ulteriore elemento da tenere presente riguarda i percorsi di aggiornamento professionale previsti per i beneficiari. La misura, infatti, si inserisce in un sistema di sostegno al reddito accompagnato da iniziative finalizzate a favorire la continuità dell’attività lavorativa e lo sviluppo delle competenze professionali.
Considerata la scadenza ravvicinata, rivolgersi a un CAF o a un patronato può essere utile per verificare preliminarmente la propria situazione e ricevere assistenza nella procedura. In particolare, è consigliabile portare con sé le dichiarazioni dei redditi relative agli anni 2023, 2024 e 2025, i dati della partita IVA, le informazioni sulla posizione previdenziale e le eventuali comunicazioni INPS relative a precedenti domande.
Il supporto di un operatore può aiutare a individuare eventuali criticità, verificare il rispetto delle soglie reddituali e predisporre correttamente la richiesta. Resta comunque fondamentale ricordare che la domanda deve essere trasmessa entro il termine previsto: per l’ISCRO 2026, la scadenza è fissata al 31 ottobre 2026.
Per i professionisti che hanno subito una significativa riduzione dei guadagni, l’ISCRO rappresenta un’opportunità concreta per ottenere un sostegno temporaneo e affrontare con maggiori risorse una fase di difficoltà. Verificare tempestivamente i requisiti e completare la procedura entro la scadenza consente di non perdere la possibilità di accedere alla misura per l’anno in corso.
Fonti
- INPS, Messaggio n. 1987 del 15 giugno 2026, presentazione della domanda ISCRO per l’anno 2026.
- INPS, Circolare n. 84 del 23 luglio 2024, istruzioni amministrative in materia di ISCRO.
- INPS, Circolare n. 4 del 28 gennaio 2026, importi e limiti reddituali delle prestazioni di sostegno al reddito per il 2026.
- Legge 30 dicembre 2023, n. 213, articolo 1, commi da 142 a 155.
- INPS, scheda informativa del servizio Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO).