La fine di un matrimonio o di una convivenza può comportare conseguenze economiche importanti, soprattutto quando uno dei genitori deve lasciare l’abitazione familiare e trovare una nuova casa. Le spese per l’affitto si aggiungono agli obblighi di mantenimento dei figli e ai costi quotidiani, rendendo difficile per molte famiglie mantenere un equilibrio finanziario. Per rispondere a queste difficoltà è stato introdotto il bonus affitto per genitori separati o divorziati, un contributo destinato a sostenere chi non ha ottenuto l’assegnazione della casa familiare e deve provvedere autonomamente a una nuova sistemazione.
La misura prevede un contributo che può arrivare a 500 euro al mese, fino a un massimo di 6.000 euro annui, per concorrere alle spese abitative. Il fondo istituito per finanziare l’intervento dispone di 20 milioni di euro all’anno. Le risorse, tuttavia, non sono sufficienti a garantire automaticamente il beneficio a tutti coloro che si trovano in difficoltà: l’accesso dipende dal rispetto di specifici requisiti e dall’inserimento nella graduatoria prevista dal bando.
Uno degli elementi centrali per ottenere il contributo è il reddito individuale. Il limite previsto è di 35.000 euro annui, da verificare sulla base della dichiarazione dei redditi secondo le regole stabilite dal provvedimento. Non è quindi l’Isee il parametro principale indicato per l’accesso alla misura. Questo aspetto può favorire chi presenta un reddito contenuto, ma non esclude che la valutazione complessiva dipenda anche dalla situazione familiare, dalle condizioni abitative e dai punteggi attribuiti per la formazione della graduatoria.
Per poter presentare domanda è necessario avere almeno un figlio fiscalmente a carico di età inferiore a 21 anni e non essere assegnatari dell’abitazione familiare di proprietà. Occorre inoltre disporre di un regolare contratto di locazione registrato e risultare in regola con gli obblighi di mantenimento dei figli. Il sostegno è pensato per chi, dopo la separazione o il divorzio, deve sostenere le spese di una nuova abitazione senza poter contare sulla disponibilità della casa familiare.
Un altro requisito riguarda il patrimonio immobiliare. La presenza di un’altra abitazione di proprietà può impedire l’accesso al contributo quando l’immobile si trova nel territorio previsto dalle disposizioni del bando, ossia nel Comune in cui si trova la casa familiare o nelle aree limitrofe individuate entro il limite di 50 chilometri. La verifica può riguardare anche quote di proprietà, comprese quelle derivanti da un’eredità. Per questo motivo, chi possiede anche soltanto una parte di un immobile dovrebbe controllare attentamente le condizioni applicabili prima di presentare la richiesta.
La formalizzazione della separazione è un ulteriore elemento da considerare. La misura è rivolta ai genitori separati o divorziati secondo le condizioni previste dal provvedimento; una semplice cessazione della convivenza, priva degli atti richiesti, potrebbe non essere sufficiente. È quindi importante verificare la documentazione che attesta la situazione familiare e assicurarsi che siano rispettati tutti gli obblighi previsti nei confronti dei figli.
A fare la differenza non è soltanto il possesso dei requisiti minimi. Poiché le risorse disponibili sono limitate, l’assegnazione del bonus avviene attraverso una graduatoria, secondo i criteri e i punteggi stabiliti dal bando. Chi presenta un reddito basso e ha più figli a carico può trovarsi in una posizione favorevole, mentre altri richiedenti, pur rispettando le condizioni generali, potrebbero non ottenere il contributo per insufficienza dei fondi.
Tra le situazioni che possono determinare l’esclusione rientrano il superamento del limite di reddito, la mancanza di figli che soddisfino il requisito anagrafico, l’assenza di un contratto di affitto regolare, il mancato rispetto degli obblighi di mantenimento e il possesso di immobili incompatibili con le condizioni previste. Anche un errore nella compilazione della domanda o una documentazione incompleta possono compromettere l’accesso al beneficio.
La procedura per richiedere il bonus è stata avviata attraverso la piattaforma online del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le domande possono essere presentate dal 7 ottobre 2026 alle ore 12 fino al 28 ottobre 2026 alle ore 12. Prima di inoltrare la richiesta è opportuno leggere l’avviso ufficiale e le relative FAQ, così da verificare i requisiti, i documenti necessari e i criteri utilizzati per la graduatoria. La scadenza ravvicinata rende importante controllare per tempo la propria posizione, soprattutto nei casi in cui esistano quote immobiliari, dubbi sul reddito o particolarità nella situazione familiare.
Il contributo rappresenta un sostegno concreto per i genitori che devono affrontare una nuova sistemazione abitativa dopo la separazione, ma non costituisce un diritto automatico per tutti. La presenza di figli a carico, il reddito, la regolarità della locazione e la situazione patrimoniale sono elementi determinanti. Prima di fare affidamento sull’aiuto economico, è quindi necessario verificare con attenzione le condizioni del bando e ricordare che l’ammissione alla procedura non garantisce, da sola, l’effettiva erogazione del bonus.
Fonti
- Legge 30 dicembre 2025, n. 199, Legge di Bilancio 2026.
- Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, avviso relativo al contributo per il sostegno abitativo dei genitori separati o divorziati, ottobre 2026.
- Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, FAQ ufficiali sul bonus affitto per genitori separati.
- Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, comunicazione sull’attivazione della piattaforma per la presentazione delle domande, 12 ottobre 2026.